Incidenti in mare ad agosto, bilancio negativo Confarca: ”Patenti anche per motori da 10 cavalli”

Incidenti in mare ad agosto, bilancio negativo Confarca: ”Patenti anche per motori da 10 cavalli”

Incidenti in mare ad agosto, bilancio negativo Confarca: ”Patenti anche per motori da 10 cavalli”

Roma, 4 settembre 2018

La proposta del segretario nazionale D’Angelo: semplificare esami e regolamentare il settore, stop a persone inesperte in mare.

“Gli ultimi incidenti in mare hanno dimostrato quanto sia pericoloso mettere alla guida di natanti delle persone senza alcuna preparazione. Occorre una regolamentazione sulla falsariga di quella per i ciclomotori, che sono stati normati al punto tale da non rappresentare più un pericolo come anni fa”. È quanto sostiene il segretario nazionale della sezione nautica della Confarca, Adolfo D’Angelo, segretario nazionale della sezione nautica della Confarca (confederazione che rappresenta anche le scuole nautiche), commentando gli incidenti in mare avvenuti durante il periodo di agosto in tutta Italia. Un bilancio anche quest’anno critico, con sinistri anche mortali provocati il più delle volte dalla scarsa conoscenza delle più basilari regole nautiche. Ecco perché D’Angelo sottolinea che occorre “semplificare l’esame della patente nautica senza domande inutili ed assurde come quelle che ci sono state riservate dalla Capitaneria di Porto”.

“I quesiti somministrati a tutt’oggi non sono inerenti ad esempio alla velocità da mantenere quando si è alla guida di un natante – ricorda il segretario della Confarca – Circa 3 anni fa abbiamo chiesto, senza ottenerla, una revisione del listato quiz eliminando domande quali ad esempio quelle prettamente militari e mercantili che poco hanno a che fare con una patente entro le 12 miglia. Dopo una estenuante attesa, i quesiti somministrati sono tutt’altro che esaustivi, ecco perché chiediamo che a stilarli siano anche i docenti delle scuole nautiche”.

“Questa revisione ci è stata negata, benché fosse sponsorizzata da due direttori generali – chiude D’Angelo – Una riduzione della difficoltà dell’esame, con delle domande più pertinenti sulla sicurezza, ed un abbassamento del limite della potenza del motore intorno ai 10 cavalli, servirebbe ad aumentare la cultura nautica e a fare in modo che ci sia più sicurezza in mare”.

Ufficio Stampa Confarcapressmare.it

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